Una storia che nasce dall’acqua, attraversa la terra e arriva al vino.
Fontana Falcone prende il nome da un luogo preciso, reale, carico di memoria. Un fondo agricolo che, in passato, rappresentava l’unico accesso a un’antica sorgente d’acqua, una “fontana” naturale che per generazioni ha scandito la vita rurale della zona. Non un nome evocativo scelto a tavolino, ma un riferimento autentico alla funzione originaria di questo spazio: un punto di incontro tra natura e lavoro umano.
Siamo a Conca della Campania, nel cuore dell’Alto Casertano, immersi nei boschi del Parco Regionale di Roccamonfina. Un territorio aspro e generoso allo stesso tempo, modellato dall’attività vulcanica e dalla pazienza dell’uomo. Qui la terra è scura, sciolta, ricca di elementi minerali. Qui l’agricoltura non è mai stata semplice, ma sempre profondamente legata alla conoscenza dei cicli naturali e al rispetto delle stagioni.
È su questo fondo che Marco Praitano, insieme alla sua famiglia, ha deciso di dare nuova vita a una tradizione agricola che rischiava di scomparire. Non partendo da un’idea di mercato, ma da una scelta di radicamento. Restare. Coltivare. Recuperare. Fare bene, anche se significa fare meno.
Fontana Falcone nasce così: come progetto agricolo familiare, costruito giorno dopo giorno, senza scorciatoie. La vigna, prima di tutto. Poi gli ulivi, i castagni, i noccioleti, gli alberi da frutto. Sei ettari complessivi di terra che non vengono sfruttati, ma accompagnati. Ogni intervento è pensato per mantenere l’equilibrio del suolo, proteggere la biodiversità, preservare un paesaggio che è parte integrante dell’identità del vino.
La sorgente, oggi, non è solo un ricordo. È un simbolo. Rappresenta l’idea di origine, di purezza, di continuità. Così come l’acqua ha nutrito per anni questa terra, oggi è il vino a raccontarla, portando con sé la storia del luogo, della famiglia e di un’agricoltura che non ha mai smesso di essere umana.
Fontana Falcone non è una cantina nata per crescere in fretta.
È un progetto che ha scelto di crescere in profondità.
Qui ogni decisione è legata al luogo: dal numero limitato di bottiglie alla scelta di aprire la cantina all’accoglienza, dalla volontà di recuperare le produzioni agricole tradizionali all’idea di condividere la vendemmia con chi sceglie di farne parte. È un modo di fare agricoltura che non separa il prodotto dalla sua storia, né il produttore dalle persone.
Fontana Falcone è questo:
un fondo agricolo, una sorgente, una famiglia, un territorio.
E un vino che non potrebbe nascere altrove.